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Poesie

SPLENDIDA PALMA

Nel mio cuore c’è sempre quella fiamma
Con mille ricordi e tanta nostalgia
Quando ripenso la mia beata Palma
Ci ritornerei e non andrei via.

Quel suono sempre delle tue campane
Le chiese che hanno fatto la tua storia
Ricordo l`acqua delle tue fontane
E alla gente che ne ebbe gloria.

L`azzurro mare che hai sempre di fronte
La Marina ha un suo richiamo
La sera quando il sole è all`orizzonte
Tu bella Palma mia di Montechiaro.

Ancora il castello di Maria
Luogo santo per devozione
Gente guarita d`ogni malattia
Ti supplica e prega con sincero amore

Madonna santa quella tua corona
Ti abbiamo difeso con la nostra arma
Tu che sempre c’è ne hai dato la prova
Di onorare questa nostra Palma

D`oro è ripieno il tuo mantello
La gente ha donato e ha grande fede
Vieni sfinita fino al tuo castello
Scalza in ginocchio e tanta strada a piedi.

L`uomo che fece il suo voto
Tutta la vita ti sarà devoto
Ma noi tutti con una grande stima
Ti siamo qui vicini alla Marina.
Lauricella Gerlando – 2006

ANIMA MIA

Sei fatta con la mano d’un artista
Sei fatta come la natura vuole
Illumini e incanti la mia vista
Hai pregiato il fondo del mio cuore

Sei bella come la primavera
Tutta animata di colore
Tu che oggi sei la mia idea
Tu che sei l’incanto del mio cuore

Quale forza hai che io non vedo
Mi sento legato a te anima mia
Tu che sei l’angelo venuta dal cielo
E sono preso della gelosia

Sei come l’alba del mattino
Ondeggiante come l’aurora
Come un sole splendido e divino
E d’un abbaglio che tu sei la sola.

Quel maestro conosceva l’arte
E ha fatto tutto alla perfezione
Ha dato i colori e degli smalti
Ed ecco che ha creato questo fiore.

Io sono io tutto me stesso
Non sai con quale amore io ti voglio
Ti prego anche tu che fai lo stesso
Ho bella dolce fata del mio sogno.
Lauricella Gerlando – 2006

LI SIAMO TUTTI D’ACCORDO

Tanto silenzio canta solo il merlo
Quanti sono d’accordo senza più problemi
Dopo l’entrata di un grande cancello
La tristezza e la paura nessuno le teme.

Questa soglia è l’ultimo gradino
Scesi tristemente tutti in basso
Le tenebre che spaventano da vicino
il dubbio di fare il primo passo.

Eppure abbiamo simboli e segni
E anche avere una vera certezza
La dura prova a noi tanto ci sdegni
Siamo forti nella nostra debolezza

Mortara Marsiglia e Fossano
Sono spaventosi per eccellenza
Dopo la semina si rigenera il grano
Così si avrà la giusta ricompensa.

Sempre ci si ritorna a soffrire
Duramente quanto sono gli anni
Quel giorno che si insegnerà a capire
Siamo liberi di tutti i nostri malanni

Chi gioisce, chi supplica e chi si danna
Di non avere dato mai ascolto
Ognuno che avrà la sua condanna
Per sempre ormai porterà il suo torto

Ormai con lo sguardo verso il cielo
Poiché non sa dov’é il suo riposo
Ultimi momenti e già prendi congedo
Prega iddio che fosse misericordioso

Uomo fatto solo di acqua e vento
Ecco dov’è il tuo momento
Sapevi che arrivasse quest’ora
Quando finisce più non si riprova.
Lauricella Gerlando – 2006

L’ORGOGLIO

La fiamma brucia e la pentola bolle
L’esasperazione fa priva la vita
Si va avanti solo con le molle
E difficile curare ogni ferita

Cambiare non si può questo sistema
Hanno provato tanti senza successo
L’animo incerto e il cuore che trema
Eppure viviamo di questo progresso.

Si sogna d’avere quel bene eterno
Senza conoscere i veri consigli
Nell’altra faccia dove c’è l’inferno
Muoiono come i cani poveri figli

Nella lingua manca la pronuncia
Il cuore distratto va per suo conto
Nessuno a se stesso ci rinuncia
Avendo cura delle cose del mondo

Questa casa che tanto più non dura
E quasi distrutta va tutta in rovina
Nessuno ormai se ne prende cura
Si vive di sfiducia e senza stima

Quella luce che è un vero mistero
Dove fece giusto il suo percorso
L’uomo tanto astuto e menzognero
Oggi a quali avventi ha dato corso

Presuntuoso d’inganni e ogni vizio
Pieno di orgoglio e di singolo errore
Non si spetta il giorno del giudizio
Dove risulta grande peccatore

Ormai di tanti pochi lo sanno
Uno per l’altro averne cura
dove sarà la legge del perdono
Se addosso abbiamo la nostra sventura.
Lauricella Gerlando – 2006

LA PARTENZA

Lasciavamo quella nostra palma
Lasciavamo un mondo di tristezza
Lasciavamo quella adorata mamma
Con il cuore pieno di amarezza.

Dolorosi tristi quei momenti
Sofferenti passavano le ore
Il sangue che faceva sale e scende
Negli ultimi abbracci ultime parole.

Lei alla finestra che piangeva
Diceva andate via per lavoro
Ho Dio sempre sola alla sera
Ritornerete quando io non ci sono.

Non ci sarò chissà forse quel giorno
Perchè vado avanti io con gli anni
Rimpiango cosa ho fatto del mio lavoro
Ora sola vecchia da sessantenne

Forse chissà se ci vediamo vivi
Per questo a me il tempo mi addolora
Quei ricordi di vedervi bambini
Il sogno mio ci ritornasse ancora

Rimane ormai questo mio dolore
La casa rimasta gelida e buia
Questo sconvolto mio del cuore
Nessuno di me più se ne prende cura.

Mi vedo ormai per sempre all’abbandono
l’amore da per tutto si é spento
chiedo solo a Dio il suo perdono
e aspetto quando sarà il mio momento

faccio bel viso alla cattiva sorte
vedo spuntare il sole ogni mattina
quando sarà l’ora della morte
oh Dio, noi siamo una pedina<
Lauricella Gerlando – 2006

IL TERRIBILE MOMENTO

Era prevedibile e non si è creduto
Tutto brucia e la terra scuote
La delusione di quello che si è perduto
Il treno corre sulle cattive ruote.

Nulla si fece prima della partenza
Sbagliato fu eppure ebbe inizio
D’oro fu creduta questa scienza
Senza capire ogni vero inizio.

Il mezzo se ne fa una ragione
E tutto ormai che ci crolla addosso
Si perde il tutto con l’occasione
E l’animo ci fa vivere di rimorso.

La speranza è l’ultima a morire
Ma il fuoco acceso porta più calore
Nessuno ci riesce più a capire
Il male regna e a poco tutto rode.

L’uomo se ne fa una battaglia
E da per tutto cosi mai a vinto
Fuoco che brucia solo come paglia
Ma di questo ancora lui non è convinto.

Eppure lui sa il vero destino
E non ammette la vera ignoranza
Quando la morte c’è l’avrà vicino
Si riconosce che era un’altra la speranza

Sappiamo per sempre che così non dura
Quello che facciamo tutto a poco vale
E distrutta la nostra natura
E ci sono pronti tanti malanni e guai.

Il peggio sta ormai per arrivare
Sono stati nulli i vecchi consigli
Il mondo che sta per soffocare
Sarà un disastro per i nostri figli,

e un svantaggio anche per noi stessi
oggi ormai che c’è ne siamo accorti
stiamo pagando cari questi progressi
a chi vogliamo dare i nostri torti.
Lauricella Gerlando – 07.08.2004

Colpo di fulmine

una presa del cuore
Con un sguardo fatale
Un colpo di fulmine
Ti fa presto sognare

Sono momenti
Con quei occhi fissi
La luce ti abbaglia
Come un’eclisse

I cuori battono
Sono quasi a cento
L’amore affiora
Nello stesso momento

I due in uno
Nello stesso filo
I pensieri uniti
Nello stesso destino

Ormai si lega
Dentro due cuori
Quella catena
di mille colori .

Si chiede sempre
Perchè succede
L’amore è fatto
Di mille pensieri

Nasce l’amore
Una vera dolcezza
La forza del cuore
Per ogni carezza

I baci e sguardi
A non finire
Il fuoco d’amore
Non puoi mai capire

E Strano l’amore
e pure si accende.
Si legano i cuori
E i sentimenti.

E una cosa infinita
Se l’amore e sincero
Dura una vita
E rimane un mistero
Lauricella Gerlando – 24.04.2011

L’INDIFFERENZA

Siamo arrivati all’ultimo saluto
Pieno di rancore odio ed indifferenza
Siamo ormai a l’ultimo minuto
Senza un minimo di compiacenza.

Dov’è quella misura, dov’è quel metro
Senza coscienza senza più ragione
I cuori ridotti ormai come il vetro
Hanno ignorato l’ultima occasione.

Fu bene studiata la commedia
Piena d’orgoglio egoismo e inganno
Non ci fu posto più in quella sedia
D’un cuore duro spregevole e tiranno

Tanto silenzio è amaro veleno
Tormentava l’animo, finiva la speranza
Il silenzio che portava tanto gelo
D’una radice della stessa figliolanza,

Ancora con l’istinto primitivo
L’amarezza tutta in fondo al cuore
Non si chiedeva più chi ero io
Eppure figli dello stesso amore

I cuori irremovibili come il cemento
Oscurati dell’odio peggio che la notte
Ed era questo l’ultimo momento
Dando la colpa alla cattiva sorte

Cuori pieni di risentimento
Attraversati di tante incertezze
L’orgoglio combatteva quei momenti
Soffrivamo delle amare debolezze

Non si dava senso ne giudizio
Il silenzio era come una foresta
Turbata, piena d’ogni precipizio
In quella strada oscura e deserta

Quella parte di me che ho perduto
Il risentimento mi rintocca il cuore
Questo fatto che non avrei creduto
L’ultima speranza fu priva di amore.
Lauricella Gerlando – 24.04.2011

LA DELUSIONE

Eri l’unica fiamma
mi ero legato a te
ma era una condanna
e impossibile perché.

La speranza era quella
Il motivo uno solo
Eri tu la mia stella
Per non vivere da solo.

Non son valse le preghiere
Sono andate tutte al vento
Ma io tutte le sere
Stavo dentro il mio lamento.

Mi faceva tanta rabbia
Non avevo un momento
E tu chiusa in quella gabbia
Che sembrava di cemento.

Rimaneva dentro il cuore
La speranza di domani
C’era la delusione
Di quel sogno di aspettare.

Quelli erano momenti
Tutte amare le giornate
Tu nei miei sentimenti
Eri il sole delle state.

Ti volevo solo mia
Eri bella una rosa
Ti vedevo da bambina
Ti credevo la mia sposa.

Fu svanita la speranza
E ci fu un’altro amore
Questa amara lontananza
Mi lasciò un triste dolore.
Lauricella Gerlando – 2015

LA SABBIA DORATA

A Ciotta, Malerba e Narasette
Tumazzo la Marina e Capreria
Si mangia si diverte e si scommette
È un mondo che togle la malinconia.

Questo mare e la sabbia dorata
Il cielo azzurro e l’acqua cristallina
Questa Sicilia bella soleggiata
Di fiore e frutti é piena la collina.

Si ci ritorna sempre in ogni estate
Posti di grande preferenza
Ci sono molti arrivi e invitati
con garbo e una gradita accoglienza.

Questa Palma, questa Palma d’oro
per merito ha avuto una riconoscenza
la storia ci porta a un ritrovo
nell’origine che fu la sua partenza.

La storia certo non si cancella
questa Palma appartiene a essa
Messa ora dentro una cappella
Che prima fu di tutti la badessa.

Lanciata fu per tutti i continenti
Questa terra nostra del Gattopardo
S’illuminò il cuore e la mente
D’uno scrittore che ebbe il cure saldo.

E stata gente di cultura
Con l’ingegno d’un saggio sapere
Gente colta di una tale bravura
La bella Palma la storia che tiene.

Si porta un sapere e sentimento
Di aver visto questi posti belli
Questo mare sotto il firmamento
La luce dell’alba schiarisce le stelle.
Lauricella Gerlando – 2015

MADONNA DEL CASTELLO

È il posto più bello
Di questa Signora
Nel suo castello
Ognuno la implora.

il mare e la terra
il sole è di fronte
si alza dal mare
è già all’orizzonte.

Quella luce è accesa
Che emana calore
In tutta la chiesa
C’è un grande splendore.

Si trova l’amore
Il conforto di mamma
Risana ogni cuore
Alla gente di Palma.

Tutti d’accordo
Di questa Signora
Le promesse ottenute
ne ha dato la prova.

Ognuno di noi
Dimostra di amarla
Nella lunga strada
e portata alla spalla.

Il mantello ripieno
Di oro e di argento
La gente è felice
Del suo momento.

Le campane a di stesa
E arrivata Maria
I rintocchi d’ogni chiesa
Danno pace e allegria.

Grande è il coro
La gioia infinita
Madonna perdono
Sei la nostra preferita.

Ricordiamo sempre
Quella dura battaglia
Tu fosti con noi
Leggera come paglia.

Ti abbiamo difesa
Con fucili e pistole
Dai ladri fu la resa
E a noi l’onore.

Madonna ora ascoltaci
Abbiamo il tuo credo
Sei l’unica al mondo
Che ci guardi dal cielo.
Lauricella Gerlando – 2014

SIAMO ALLA DERIVA

Il caso è terribile e tremende
La coscienza fa tanto pensare
L’animo scava e fruga nella mente
Il dubbio di capire e di sperare

Si taccia perché qualcosa non si voglia
Si aspetta in vano c’è sempre una scusa
L’occhio che brucia come la cipolla
Si aspetta sempre con l’anima delusa

Si sta in attesa e si fa tanto aspettare
Quello che ormai cela nella mente
La tristezza ci fa tanto ricordare
La rabbia e l’avere tutto a stente.

C’è chi un bene non la mai avuto
E si medesima come fossi stato
Ho perso tutto e solo chiedo aiuto
Vivo deluso e troppo amareggiato

Pochi sono quelli che danno ascolto
Non sanno il tempo e l’avvenimento
Con il sistema che è stato corrotto
La pace della vita è un fallimento

Ormai si è arrivati al punto estremo
Tant’acqua mancano le risorse
Crolla tutto e scivola il terreno
La terra battuta già di mille scosse

Il capitano padrone della nave
Non è padrone mai di se stesso
Fa soltanto credere e sperare
domani arriverà tanto progresso

Il peggio è sempre inadeguato
La causa di tante situazioni
Si scusa sempre chi ha sbagliato
ed è capace di darsi ragione

Questo o l’altro modo non si crede
E viviamo con amari risultati
Tutto perduto pure la nostra fede
Di chi fece promesse e ingannati

Questa terra che era un giardino
Ormai tutti l’anno rovinata
L’uomo si cercò il suo destino
Povero, ceco, nudo e affamato.
Lauricella Gerlando – ottobre 2015

HO PIZZIDDU

Quann’era picciliddu
Mi purtaru ha lu pizziddu
Céra me ziu liddu
viviva ni lu bummuliddu.

Era vicinu adiddu
Sutta unarbuliddu
Ci fu un grossu griddu
Mi vinni ni lu Chicchiriddu

Però me ziu liddu
aggarra du grossu griddu
Ci dissi a stupiciliddu
Nun cia giri ncoddu a iddu

Guarda beni a me niputi
Ca di tia avi paura
E ti scacciu cu na cuti
E pi tia sunnu dulura.

Me ni puti arridiva
Ca lu griddu ascuntava
Quannu lu lassavuiri
Nun si vitti dunni vulava.

Me niputi mi diciva
E lu griddu unni e giuntu
Accamora amuninni
E doppu ti lu cuntu
Lauricella Gerlando – 29.08.2014

L’UNICO AMORE

Non so che mi succede
Aiuto a questo cuore
Parlatemi di lei
Era l’unico amore.

Ma fino l’altra sera
A lumi di candela
Giurava e mi diceva
Sei l’unico per me
Ma ora se partita
Mi rovino la vita
Per me ora e finita
Finita ma perche.
Questa delusione
Che mi lasco nel cuore
Credevo nell’amore
Era un sogno per me.

Ti prego dove sei
Ricordati da me
Ma questo cuore soffre
Oggi senza di te.
Lauricella Gerlando – 2015

PROVERBI

Il ladro con la penna
Il suo torto lo cancella?
Il ladro con la sua pistola
Mette la vita a dura prova?

Con la terra e l’aria matura il frutto
E di gioia vive in pace l’ortolano
Si crede lui che ha fatto tutto
Non sa che c’é la data l’altra mano.

La scienza ha cospetto la natura
Sogna sempre un giorno di arrivare
Si chiede che di cento almeno una
Di terra parlassero gli animali.

Di gesso il forno il pane era oro
Con ansia aspettavamo quel momento
Un po’ di sale olio e pomodoro
Quello era pane di frumento.

Diciotto la sostengono questa palma
Vanno di qua e di la sempre presente
Ovunque stabiliscono la calma
Rimangono sempre in bocca dell’agente

Ho capito ma son nato furbo
Me ne vado e tolgo il disturbo
Non era il caso ma quella sedia
E stata solo tutta una commedia.

Dato il mio resoconto
Io di questo non sono pronto
Mi spiace ed è il momento
Tu con una io con cento.
Lauricella Gerlando – 2015